Può un canale o un corso d’acqua impedire la prelazione dei proprietari confinanti al fondo posto in vendita? La fattispecie si presenta molto frequentemente in quanto gli stessi così come le strade vicinali o di campagna sono presenti nelle nostre zone e visibili anche dalle mappe catastali.

Per configurare la prelazione agraria in capo ai proprietari di fondi confinanti  deve sussistere, tra i vari requisiti previsti dalla normativa di cui all’art. 8 l.n. 590/65 e art. 7 l.n. 817/71 e successive modifiche ed integrazioni, l’effettiva contiguità tra i fondi.

Ed infatti ai fini di cui alla L. n. 817 del 1971, art. 7, sono considerati terreni confinanti quelli per i quali sussiste relazione di contiguità materiale, e non solo funzionale, e, pertanto, non ha diritto di esercitare la prelazione o il riscatto il proprietario il cui fondo sia separato da quello posto in vendita anche solo da una strada vicinale (Cass. Sez. Unite, 25/03/1988, n. 2582) e pertanto deve sussistere un contatto reciproco tra gli stessi

Tra i vari ostacoli che impediscono la contiguità, configurando pertanto fondi separati, sono anche appunto i canali o corsi d’acqua pubblici o demaniali o d’interesse pubblico o serventi piu’ proprietà.

Piu’ precisamente per quanto riguarda il carattere pubblico o di interesse generale non sono considerati confinanti:

-i fondi separati da un corso d’acqua di proprietà pubblica (Cass. n. 11377 del 11/05/2010) canale di scolo o canale pubblico o demaniale (Cass. 14 febbraio 1986 n. 895 e Cass. 2018 n 3409)

-un pubblico canale facente parte di un più vasto bacino imbrifero, destinato alla realizzazione di un programma di bonifica non assimilabile ad un fosso di scolo praticabile nell’ambito di una medesima unità colturale (Cass14/02/1986, n.895)

–un canale di bonifica di proprietà demaniale (Cass. n. 1433/1987 e anche Cass. n.1311/1987) o alla cui vigilanza sia preposto un Consorzio di bonifica e quindi un canale con funzioni anche solo in parte di interesse generale, alla cui vigilanza sia preposto un Consorzio di bonifica (Cass. 15 maggio 2013, n.11757).

— un corso d’acqua con funzione pubblica indipendentemente dal fatto che esso sia incluso nell’elenco delle acque pubbliche, che non ha carattere costitutivo ma solo dichiarativo (Cass. 14 marzo 2008 n. 7052)

-canale pubblico per la funzione irrigua esercitata a servizio di una pluralità di fondi, idonea ad attribuirgli una vocazione pubblica incompatibile con quella di mera delimitazione del confine (Cassazione civile 29/09/2015, n.19251).

I corsi d’acqua anche se non pubblici o aventi funzioni pubbliche escludono la confinanza se sono di proprietà di terzi (diversi dai soggetti confinanti) o in comune a più soggetti ed in particolare:

-se i corsi d’acqua siano di proprietà aliena e non proprietà dei fondi confinanti o di uno di essi (Cass. 2012 n. 3727), mentre due fondi si considerano confinanti, anche se separati da un canale di scolo delle acque, quando in mancanza di prova contraria si presuma la comunanza dello stesso ai sensi dell’art. 897 c.c. (Cass. sez. III, 29/09/2015, n.19251)

–fossi che convogliano le acque di due proprietà (Cass. 17 dicembre 1991, n. 13558) o un fosso di scolo che si innesta in altro più ampio (Cass.18/10/2012, n.17881) o impluvi naturali per lo scolo delle acque, piovane o di irrigazione, defluenti dai terreni di tutti i proprietari, per la funzione svolta sono distaccate da essi e costituiscono un nuovo bene formatosi per unione, fruito “iure proprietatis

  • il fosso di adduzione dell’acqua di proprietà comune ai proprietari dei 2 fondi (quello posto in vendita e quello del prelazionante) e ad altri proprietari di fondi viciniori, (Cass. 20/12/2005, n.28235)

–attrezzature fisse per la distribuzione dell’acqua ovvero da ostacoli materiali come canali di proprietà aliena (Cass. n. 11377 del11/05/201

Sulla base di tali valutazioni occorre, pertanto, analizzare questi ostacoli fisici.